Chrome lento: come ridurre l'uso della memoria e ottimizzare le prestazioni
Guida tecnica per risolvere i rallentamenti di Google Chrome su computer attraverso la gestione intelligente della memoria, l'uso del Task Manager e la configurazione delle eccezioni per i siti web prioritari.
Illustrazione editoriale originale dedicata al tema dell’articolo; i simboli non rappresentano misure o un’architettura del prodotto.giuseppegambino.it · illustrazione originale
Requisiti e diagnosi iniziale
Per applicare queste ottimizzazioni è necessario utilizzare Google Chrome su un computer (Windows, Mac o Chromebook), poiché le funzioni di personalizzazione delle prestazioni non sono disponibili per i dispositivi mobili iOS e Android. Il primo passo per risolvere un rallentamento consiste nell'identificare quali processi stanno consumando più risorse. Attraverso il menu Altro, selezionando Altri strumenti e poi Task Manager, è possibile ordinare le attività in base alla memoria utilizzata. Questo permette di individuare elementi critici, come le pagine di sfondo, e di terminare i processi non più necessari tramite il comando Termina processo, tenendo presente che ogni lavoro non salvato all'interno di tale attività andrà irrimediabilmente perso. [1][2]
Oltre alla gestione dei processi, è fondamentale mantenere il browser aggiornato all'ultima versione disponibile per garantire che Chrome funzioni al meglio. Un'altra azione preliminare efficace consiste nella chiusura manuale delle schede non utilizzate, poiché un numero eccessivo di pagine aperte influisce negativamente sulla velocità complessiva del sistema. Su Windows, Linux e ChromeOS è possibile velocizzare questa operazione utilizzando la scorciatoia da tastiera Ctrl + W, mentre su Mac si utilizza ⌘ + W. Questo approccio di pulizia immediata riduce il carico immediato sulla RAM prima di procedere con le impostazioni di automazione del browser. [2]
1. Configurazione del Risparmio memoria
La funzione Risparmio memoria è progettata per liberare risorse disattivando automaticamente le schede che non vengono utilizzate; queste verranno ricaricate solo al momento dell'accesso. Per attivarla, occorre navigare in Impostazioni e selezionare la voce Prestazioni a sinistra. All'interno di questa sezione, l'utente può scegliere tra tre livelli di intensità: il livello Moderato disattiva le schede dopo un periodo di tempo più lungo, il livello Bilanciato (consigliato) ottimizza il tempo di inattività, mentre il livello Massimo massimizza il recupero della memoria rendendo le schede inattive in tempi molto più brevi. Questa impostazione è particolarmente utile per chi utilizza applicazioni pesanti come videogiochi o contenuti video contemporaneamente alla navigazione. [1]
Per un controllo visivo immediato di quali risorse sono state liberate, è possibile attivare l'opzione Aspetto delle schede non attive. Quando questa funzione è abilitata, Chrome segnala le schede inattive inserendo l'icona della scheda all'interno di un anello, permettendo all'utente di capire a colpo d'occhio quali pagine sono state messe in standby dal sistema. È importante notare che alcune attività impediscono l'attivazione di questo meccanismo di risparmio, tra cui la riproduzione di audio o video, le chiamate in corso, la condivisione dello schermo, le notifiche della pagina, i download attivi, i moduli parzialmente compilati, le schede bloccate o la presenza di dispositivi connessi via USB o Bluetooth. [1]
Infografica · Ottimizzazione Memoria Chrome. Fonti: [2][1]Leggi il contenuto dello schema
Flusso di gestione delle risorse per migliorare la reattività del browser
Diagnosi · Identificazione dei colli di bottiglia: Utilizzo del Task Manager per ordinare i processi per memoria e terminare le attività non necessarie.
Automazione · Attivazione Risparmio memoria: Configurazione del livello di disattivazione delle schede inattive (Moderato, Bilanciato o Massimo).
Eccezioni · Gestione siti prioritari: Aggiunta di domini o URL specifici all'elenco di esclusione per evitare la disattivazione automatica.
2. Gestione delle eccezioni per siti attivi
Esistono scenari in cui la disattivazione automatica di una scheda potrebbe causare l'interruzione di processi critici, come il monitoraggio di dashboard in tempo reale. Per evitare che un sito specifico venga messo in standby, è possibile aggiungerlo all'elenco di esclusione Mantieni questi siti sempre attivi, raggiungibile dalla sezione Prestazioni delle impostazioni. L'utente ha due modalità di inserimento: può selezionare i siti attualmente aperti tra quelli disponibili nell'elenco dei siti correnti oppure può inserire manualmente l'indirizzo web desiderato, confermando l'operazione tramite il tasto Aggiungi. [1]
L'inserimento manuale degli indirizzi segue regole precise per definire l'ampiezza dell'esclusione. Ad esempio, inserendo un intero dominio come google.com, si impedisce la disattivazione di tutti i sottodomini associati, come drive.google.com. Se invece si desidera escludere solo un dominio specifico senza includere i sottodomini, occorre anteporre un punto all'host (es. .google.com). Per un controllo ancora più granulare, è possibile specificare una sottodirectory (es. www.google.com/finance) o utilizzare l'asterisco come carattere jolly per includere tutti i siti HTTPS (https://*) o specifici video di YouTube (youtube.com/watch?v=*). Non sono invece supportati i caratteri jolly per prefissi o suffissi dell'host. [1]
3. Ottimizzazione energetica e precaricamento
Per chi utilizza notebook, Chrome offre la modalità Risparmio energetico, che riduce la frequenza di acquisizione delle immagini e limita le attività in background per prolungare la durata della batteria. Questa funzione può essere impostata per attivarsi automaticamente quando il dispositivo è scollegato dalla corrente o quando la carica è bassa. Quando attiva, Chrome arresta le schede in background che richiedono un'elevata intensità di CPU, a meno che non siano in corso videoconferenze o riproduzioni audio. Se l'utente ha necessità di riprendere aggiornamenti immediati in background durante una sessione, può disattivare temporaneamente questa modalità tramite l'opzione Disattiva ora accanto alla barra degli indirizzi. [1]
Per migliorare la velocità di navigazione e ricerca, è possibile configurare l'opzione Precarica le pagine, disponibile nel menu Prestazioni. Questa funzione permette a Chrome di anticipare il caricamento dei contenuti che l'utente potrebbe visitare, utilizzando i cookie e crittografando l'invio delle pagine tramite Google per proteggere l'identità. L'utente può scegliere tra due livelli: il Precaricamento standard, per un'accelerazione moderata, e il Precaricamento esteso, che carica un numero maggiore di pagine potenziali. Questa impostazione agisce sulla percezione della velocità di risposta del browser durante l'interazione con i link. [1][2]
Verifica dei risultati e monitoraggio
Per verificare l'efficacia delle modifiche apportate, l'utente può monitorare l'utilizzo della memoria in tempo reale. Su Windows, Linux e Chromebook, è possibile attivare l'opzione Mostra memoria utilizzata dalle schede all'interno della sezione Aspetto delle impostazioni; questo permetterà di visualizzare l'impatto di ogni singola pagina quando si passa il mouse sopra la scheda. Su Mac, la funzione corrispondente è denominata Mostra l'utilizzo della memoria su una scheda di anteprima. Questo strumento di verifica concreta permette di capire se il livello di Risparmio memoria scelto (Moderato, Bilanciato o Massimo) sia adeguato alle proprie esigenze di lavoro o se sia necessario regolare ulteriormente le eccezioni. [1]
Un esempio illustrativo di verifica consiste nel caricare diverse pagine pesanti e osservare, tramite l'anteprima della scheda, come il consumo di memoria diminuisca dopo un periodo di inattività. Se l'utente nota che una pagina fondamentale per il lavoro viene disattivata troppo frequentemente, il criterio di scelta corretto è l'aggiunta manuale dell'URL all'elenco di esclusione. In questo modo, si bilancia la necessità di velocità del sistema con la continuità operativa delle applicazioni web critiche, evitando ricaricamenti indesiderati che potrebbero rallentare il flusso di lavoro professionale. [1]
Limiti e considerazioni finali
Nonostante le opzioni di gestione, esistono limiti tecnici intrinseci. Il Risparmio memoria non può intervenire su schede che presentano attività attive, come download in corso o moduli parzialmente compilati, per evitare la perdita di dati. Inoltre, l'attivazione del Risparmio energetico potrebbe causare cambiamenti visibili nelle prestazioni di video e giochi, rendendolo meno indicato durante sessioni di gaming o visione di contenuti multimediali intensivi. È inoltre fondamentale ricordare che queste impostazioni agiscono esclusivamente sulla versione desktop del browser, lasciando invariata la gestione delle risorse su smartphone e tablet. [1]
Infine, l'uso di estensioni eccessive può annullare i benefici delle impostazioni di prestazione. Per un'ottimizzazione completa, è consigliabile recarsi in Altro > Estensioni > Gestisci estensioni e rimuovere o disattivare i programmi non più necessari. Se nonostante tutti questi passaggi il browser continua a mostrare anomalie, l'ultima risorsa è il ripristino delle impostazioni predefinite, che riporta Chrome allo stato della prima installazione, eliminando configurazioni errate o conflitti tra estensioni che potrebbero compromettere la velocità di navigazione. [2]
Dalla lettura all'azione
Da mettere in pratica
Aggiornare Chrome all'ultima versione disponibile.
Chiudere le schede inutilizzate con Ctrl+W (Win/Linux/ChromeOS) o ⌘+W (Mac).
Impostare il Risparmio memoria su livello Bilanciato o Massimo.
Aggiungere i siti critici all'elenco di esclusione per evitare la disattivazione.
Disattivare le estensioni non necessarie tramite il menu Gestisci estensioni.
Utilizzare il Task Manager per terminare i processi con consumo di RAM anomalo.
Attivare il Risparmio energetico se si utilizza un notebook a batteria.
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